Facebook, in arrivo l’assistente virtuale per evitare post imbarazzanti

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Facebook, in arrivo l’assistente virtuale per evitare post imbarazzanti

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Foto imbarazzanti scattate magari in un momento di follia con gli amici o durante una festa dopo qualche bicchiere di troppo che finiscono poi con un po’ di leggerezza su Facebook, salvo poi pentirsi amaramente della scelta qualche momento dopo aver visto i commenti di colleghi, mamma, papà, zii, cugini e, nella peggiore delle ipotesi, anche del capo. Una situazione non poi così rara e che in qualche caso ha spinto gli utenti di Facebook a chiudere il proprio profilo per evitare clamorose “gaffe”.

Quella della reputazione virtuale è una problematica che interessa sempre più chi utilizza regolarmente i social network. Condiziona in tanti casi la vita privata e lavorativa, così Facebook cerca di dare un aiuto ai suoi utenti affidando loro AL, un assistente virtuale in nostro soccorso.
Sarà lui a mettere in guardia su contenuti potenzialmente “a rischio gaffe”. Ci avviserà chiedendoci se siamo sicuri che il contenuto venga visto da mamma, fidanzata e capo.

A rivelarlo Yann LeCun, da dicembre 2013 a capo di Facebook Artificial Intelligence Research Lab, durante un’intervista a Wired Usa. L’assistente virtuale medierà in qualche modo le interazioni con gli amici e con i contenuti di Facebook. Ancora non si sa esattamente cosa sarà in grado di fare Al. Probabilmente sarà persino in grado di riconoscere i volti nelle foto e taggarle automaticamente. Qualcuno ipotizza persino che Al sarà in grado di riconoscere autonomamente le “foto imbarazzanti” ed avvisarci in tempo. In un secondo momento potrebbe persino analizzare ciò che stiamo scrivendo e suggerirci gli hashtag più rilevanti.

Insomma, più che un assistente virtuale, Al rischia sostituirsi alla persona. Sarà lui a discernere cosa sia morale o meno, cosa sia opportuno far vedere di sé ed in che modo farlo. Ne abbiamo davvero bisogno?
È vero che l’universo virtuale ha ormai condizionato in grandissima parte le relazioni reali, ma la direzione sembra quella dellacancellazione delle relazioni. Non saremo più noi a gestirle ma sarà Al o chi per lui a mediarle. Abbiamo così bisogno di un’intelligenza virtuale che selezioni per noi le notizie che ritiene più interessanti (avviene già adesso in Facebook, che decide cosa mostrarci nella nostra newsfeed)?

Se da un lato potrebbero essere evitate terribili figuracce, quale sarà il costo per tutto questo? Finiremo davvero per affidarci al giudizio critico di una macchina che codifichi i nostri comportamenti e la nostra morale?

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